Trasloco in montagna: dagli scatoloni alla vita lenta

Il nostro trasloco in montagna, come abbiamo fatto davvero?

Ciao, noi siamo Bel & Fol e abbiamo traslocato in montagna cambiando vita nel 2022.

bel e fol e il trasloco in montagna

Per fartela breve fino all’arrivo del Covid vivevamo una vita come molte altre: nel 2017 siamo andati a convivere, Bel era estetista e Fol operaio, facevamo qualche sacrificio per arrivare a fine mese, ma alla fine dei conti eravamo felici.

Nel 2020 avevamo iniziato a pensare di acquistare la nostra prima casa, perché che senso ha pagare un affitto quando potrei pagare il mutuo della mia casa?

Poi è arrivato il Covid, tutto è cambiato e oggi, cinque anni dopo, ti vogliamo raccontare come davvero abbiamo cambiato vita e ci siamo trasferiti in montagna.

Perché abbiamo cambiato vita?

Come tutti, durante il Covid, ci siamo ritrovati a stare in casa per circa 3 mesi e questo ci ha permesso di ritrovare una vita lenta, piena di tutto ciò che ci faceva star bene.

Fol ha ritrovato la sua passione per la fotografia e ha scoperto anche il mondo del video editing, mentre io (Bel) ho ritrovato l’amore per la scrittura.

Così i giorni passavano e a noi è venuta l’idea di mettere insieme tutte le nostre nuove passioni in un nuovo progetto che parlasse di noi, dei nostri viaggi e dei nostri valori.

E’ nato così FotoViaggiRacconti che occupava principalmente il tempo e le energie delle nostre giornate.

Il problema arrivò quando il lockdown è finito e noi siamo tornati a lavoro.

Ogni cambiamento parte da te

La vita che avevamo condotto fino a qualche mese prima non lasciava spazio al nostro nuovo progetto e questo è stato un duro colpo per noi.

I nostri lavori ci piacevano, ma la nostra testa era perennemente concentrata su altro.

Contemporaneamente anche la nostra concezione sulla vita stava cambiando e noi ci sentivamo come dentro a una rivoluzione.

trasloco in montagna

Era scattato qualcosa che ancora non avevamo ben identificato, ma che ci faceva sentire insoddisfatti nelle nostre solite vite.

Poche persone ci capivano, così il più delle volte dovevamo tenere per noi i nostri veri sogni e indossare delle maschere.

Questa fase di transizione è durata poco più di un’anno, ma poi è arrivata la fatidica decisione.

Il “si” che ha cambiato la nostra vita

Nell’estate del 2021 abbiamo deciso di trascorrere le nostre ferie a Fanano e goderci questo piccolo borgo dell’Appennino modenese senza tanti pensieri.

Abbiamo fatto tantissimi trekking, che passo dopo passo, ci hanno fatto capire che era lì che volevamo vivere.

bel e fol felici durante un trekking

Ricordo che il primo giorno di rientro dalle ferie, in pausa pranzo sono scappata nel parco più vicino e ho chiamato Fol in preda al panico: non volevo più questa vita e un trasloco in montagna sembrava l’unica soluzione per ritrovare noi stessi.

I primi passi concreti per il nostro trasloco in montagna

Dopo aver deciso di traslocare in montagna e cambiare vita, abbiamo iniziato a stilare una lista di cose pratiche da fare.

  1. Dare preavviso di 6 mesi per la disdetta dell’affitto
  2. Licenziarsi
  3. Trovare lavoro in montagna
  4. Trovare una nuova casa
  5. Dirlo ad amici e parenti
  6. Organizzare il trasloco

Da quel momento avevamo 6 mesi di tempo per crearci una nuova vita.

Come abbiamo trovato lavoro in montagna?

Quando abbiamo deciso di cambiare vita e traslocare in montagna, eravamo così tanto sicuri della nostra scelta che non ci spaventava niente, o meglio una cosa mi spaventava (te ne parlo meglio più avanti).

Non avevamo nessuna certezza , ma eravamo sicurissimi di trovare casa e lavoro.

Ed effettivamente trovare lavoro è stato facilissimo!

Durante il nostro mese di vacanza a Fanano eravamo soliti frequentare un rifugio del posto, così ci è venuto abbastanza naturale inviargli una mail per chiedere se avessero bisogno di lavoratori nella stagione estiva successiva.

Ci hanno accolto a braccia aperte, tant’è che abbiamo iniziato subito a lavorare in rifugio: durante la settimana svolgevamo le nostre solite professioni in pianura e nel weekend lavoravamo al rifugio.

bel e fol al lavoro in rifugio

La ricerca della casa in montagna: un’impresa difficile!

Abbiamo subito iniziato a contattare agenzie e privati per trovare una casa in cui trasferirci: ma è stato un vero incubo!

Essendo Fanano un paese turistico, è stato difficilissimo trovare un affitto residenziale.

In più, la maggior parte delle case erano davvero buie, vecchie e brutte e questo ci ha scoraggiato molto!

Noi desideravamo tanto una piccola casetta luminosa con vista sul crinale.

Più facevamo visite, più perdevamo la speranza, ma non eravamo disposti a rinunciare al nostro sogno: abbiamo accettato un paio di affitti brevi prima di poter trovare la casa dove siamo da ormai 3 anni.

Condividere il nuovo inizio con parenti e amici

Prima di raccontare e condividere le nostre intenzioni con parenti e amici, abbiamo voluto aspettare.

Era il nostro piccolo sogno e volevamo che nessuno lo rovinasse con consigli non richiesti o distruggendo la nostra sicurezza.

Così, prima di fare la grande comunicazione, abbiamo fatto passi da cui non potevamo più tornare indietro: come ad esempio la disdetta dell’affitto e il preavviso a lavoro.

In generale, i nostri genitori hanno reagito abbastanza bene alla notizia: erano solo preoccupati di come potessero evolvere le nostre vite nel futuro.

Invece, i nostri amici erano super contenti per noi e ancora di più per aver un appoggio per quando vogliono farsi un weekend in montagna.

L’organizzazione del trasloco in montagna

Quando si dice che traslocare sia un’evento stressante, non si dice una cosa sbagliata… Anzi!

Intanto partiamo col dire che noi abitavamo in quell’appartamento da soli 4 anni e non so bene come, ma avevamo già accumulato così tante cose che avremmo potuto partecipare a “Sepolti in casa” su Real Time.

A dir la verità, questo trasloco, mi ha insegnato a buttare e soprattutto a non acquistare ciò che non serve!

Infatti prima di fare scatoloni di cose da portare con noi nella nostra nuova vita in montagna, abbiamo riempito sacchi di cose da portare nei mercatini del riuso oppure da vendere o regalare.

Una volta fatto ciò, abbiamo iniziato ad inscatolare tutto quello che ci saremmo portati dietro nel nostro trasloco in montagna.

Il 31 marzo abbiamo riempito le nostre macchine all’inverosimile e siamo partiti lasciandoci alle spalle una vita che non ci apparteneva più e imboccando la strada, tutta in salita, per conquistare ciò che volevamo.

L’arrivo in Appennino: che conquista per Bel

Faccio una piccola premessa: io (Bel) ero più terrorizzata per questo viaggio in macchina che tutto il trasloco!

Tutto questo cambiamento di vita mi aveva scatenato una forte ansia che spesso si manifesta in varie paure, come il guidare.

Quindi, ricordo che il viaggio per me era l’ostacolo più grande: io, una macchina piena zeppa di cose, l’autostrada e le stradine tortuose della montagna.

PANICO

Insomma, quando ho imboccato la via della nostra nuova casa in montagna,  ricordo questa scarica di adrenalina che mi ha attraversata fino alle ossa e, una lacrima silenziosa mi ha rigato la guancia.

Avevo superato un mio grosso limite ed ero molto soddisfatta ed orgogliosa me!

Le prime settimane dopo il trasloco in montagna

Dopo un primo momento di full immersion tra pulizie e scatoloni abbiamo iniziato ad ambientarci.

Ricordo che la cosa che ci faceva più strano era uscire di casa e avere un bosco a meno di 5 minuti di camminata oppure essere circondati da tutte queste montagne.

Ma la cosa che ci aveva sorpreso di più è stata una nevicata il 25 aprile: assurdo per noi “piangiani”!

Vivevamo le giornate pensando ad esempio: “E’ giovedi e noi siamo così fortunati da essere in un bosco a sorseggiare una tazza di te.. che figata!!

bel e fol al bivacco gran mogol

Insomma tutto ci sembrava assurdo, come se fossimo in una favola, ma anche nelle storie della Disney c’è sempre un rovescio della medaglia.

I lati negativi del nostro trasloco in montagna

Non è tutto rosa e fiori, nel nostro trasloco in montagna ci sono stati alcuni aspetti negativi che ci teniamo comunque a condividere proprio per ricordarci che la vita non è mai perfetta.

Tutta l’ansia che mi portavo dietro non si è smaterializzata come per magia, ci sono voluti mesi e tante sedute di terapia per ritrovare una parvenza di equilibrio.

La libertà e la lentezza conquistate con tanta fatica abbiamo dovuto imparare a gestirle, ad assaporarle e a non sprecarle!

La società non ci insegna ad andare piano, a rallentare e a goderci il momento: così, come dei bambini che imparano a camminare, lo abbiamo imparato un po’ per volta, un giorno dopo l’altro.

Insomma le prime settimane dopo il nostro cambio di vita sono state come un bagno ghiacciato tra verità inaspettate e piccoli regali scioccanti, abbiamo fatto degli errori ma abbiamo anche imparato tante cose!

Quanto tempo ci vuole per “sentirsi a casa” dopo un trasloco?

Non esiste un tempo prestabilito per sentirsi a casa dopo un trasloco o un cambio vita.

Per noi è stato un po’ strano: fin da subito abbiamo sentito di essere nel posto giusto!

Nel giro di poche settimane conoscevamo già molte persone, uscire per il paese voleva dire salutare tutti e trovare sempre qualcuno con cui scambiare due chiacchiere.

Ma nonostante questo, che sicuramente ci ha aiutato a farci sentire nel posto giusto, penso che ci siamo sentiti a casa per la prima volta solo quando abbiamo aperto la porta della casa in cui siamo adesso.

(Questa è la prima foto che abbiamo scattato nella casa nuova)

prima foto nella casa nuova in montagna

Quando ci siamo trasferiti a novembre 2022 in questo nuovo appartamento ricordo di aver provato una pace interiore, che mi mancava da molto, e ammetto che anche molte mie ansie sono sparite.

Il trasloco in montagna che ci ha cambiato la vita

Arrivati alla fine di questo articolo e passati ormai 3 anni dal nostro trasloco in montagna possiamo dirti che cambiare vita non è stato affatto semplice come avevamo pensato.

Uscire dalla propria zona di comfort è destabilizzante, in alcuni momenti potresti sentirti senza più certezze, superare e fare i conti con molte paure, ma questo ti aiuterà a capire davvero chi sei.

Se tornassimo indietro lo rifaremmo altre mille volte, magari sceglieremmo un posto un po più caldo, ma nonostante tutto siamo orgogliosi delle nostre scelte di vita!

E tu, hai mai cambiato vita? Oppure ci hai mai pensato?
Faccelo sapere nei commenti qui sotto

Noi intanto ti ringraziamo per averci letto fino a qui e ricordati di seguirci (instagram, youtube e newsletter) per rimanere sempre aggiornato con le nostre novità.

Ti mandiamo un grosso abbraccio virtuale

Buona giornata, buon pomeriggio, buona serata… BUON TUTTO 🙂

6 commenti su “Trasloco in montagna: dagli scatoloni alla vita lenta”

  1. Vi ammiro molto x il coraggio della Vs scelta e x la bellezza del posto che avete trovato bravi nn tt ne se la sentono di fare questa scelta ma il risultato è sorprendente

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    • Ciao Donatella, grazie mille per le tue belle parole! Diciamo che più che una scelta di coraggio è stata un scelta necessaria per ritrovare la nostra felicità e serenità! un abbraccio

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  2. Grazie per questo racconto davvero coinvolgente
    Cambiare vita non è facile semplicemente perché è una scelta che ti mette davanti a te stesso a 360 gradi
    Tuttavia uscire dalla zona confort apre la mente, si scoprono capacità che prima non si notavano e soprattutto regala un arricchimento personale, apertura mentale , un aumento dell’ autostima unici
    Grazie perché mediante il vostro racconto possiamo di riflesso acquisire anche noi coraggio e desiderio del cambiamento, indipendentemente che sia un cambio casa o meno. La vita va vissuta con determinazione
    Io ho adottato una massima carpita non ricordo da chi ma che dici” Dio speriamo che la morte mi trovi viva!
    Grazie ragazzi! Siete il top

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    • Ciao Giuliana, grazie a te per averci letto e per il tuo commento di valore!
      Noi raccontiamo e condividiamo le nostre avventure e le nostre esperienze proprio per poter ispirare e stimolare riflessioni!
      Bellissima la tua frase, pensa che Stefano (il titolare del rifugio in cui lavoriamo) mi dice sempre: “Dai forza e coraggio che alla morte ci arriviamo vivi!!”. Un abbraccio

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