Cerchi l’anima autentica della Spagna, lontano dal caos delle solite mete turistiche?
Il nostro on the road a sud di Valencia è nato dal desiderio di scoprire i sapori e i profumi autentici di questa terra, percorrendo le strade meno battute tra la Costa de Valencia e la Costa Blanca.
Dopo aver visitato le grandi metropoli come Barcellona o la stessa Valencia, sentivamo il bisogno di qualcosa di diverso.
Abbiamo quindi noleggiato un’auto e ci siamo spinti verso sud, dove la costa sfuma in panorami naturali e borghi silenziosi che non trovi nelle classiche guide turistiche.
Una pausa perfetta dalla quotidianità per chi, come noi, cerca la sostanza oltre l’apparenza.

Perché fidarti di noi?
Siamo Bel e Fol di FotoViaggiRacconti, nel 2022 abbiamo scelto di cambiare vita e trasferirci in Appennino modenese per inseguire un ritmo di vita più lento e vicino alla natura.
Siamo qui condividere consigli pratici e informazioni reali (proprio come facciamo nei nostri Reel) per aiutarti a organizzare il tuo prossimo viaggio.
Se cerchi ispirazione per un viaggio in Spagna tra storia, trekking e borghi caratteristici, ecco il nostro itinerario dettagliato tappa per tappa a sud di Valencia.

Perché scegliere un on the road a sud di Valencia?
Da quando abbiamo scelto di lasciare la città per trasferirci a Fanano, un piccolo paese dell’Appennino modenese, la nostra percezione del viaggio è cambiata: non sopportiamo più il caos delle metropoli.
Oggi preferiamo quei luoghi che riescono a farci sentire “a casa” in ogni parte del mondo.
È esattamente quello che abbiamo trovato durante questo itinerario di 4 giorni. Esplorando la Costa de Valencia e la Costa Blanca, ci siamo immersi in piccoli borghi dove la vita scorre lenta, scandita dal rito della siesta.

Abbiamo scoperto una cultura autentica: qui la domenica è davvero sacra, le attività si fermano e il ritmo rallenta.
Seduti ai tavolini dei bar, abbiamo osservato le abitudini locali: tequile che scendono veloci come l’acqua a ogni ora e un’ossessione viscerale per arachidi e olive.
Ma la cosa che più ci ha colpito è la semplicità degli spagnoli: hanno standard meno elevati dei nostri e questo li fa vivere decisamente più rilassati rispetto agli italiani.
Giorno 1: Albalat de la Ribera e il fascino di Cullera
Dopo un piacevolissimo volo di poco più di 2 ore da Bologna accompagnati dall’alba, siamo atterrati all’aeroporto di Valencia.
Ritiriamo l’auto noleggiata su Discovercars e partiamo per la nostra prima tappa: Albalat de la Ribera.
Cosa vedere a Albalat de la Ribera tra il fiume Júcar e un bocadillo
Per evitare il centro abbiamo parcheggiato l’auto leggermente fuori, raggiungendo il cuore pulsante del paese a piedi.
Era domenica mattina e le campane della chiesa parrocchiale di San Pedro (risalente alla Riconquista e costruita sopra un tempio medievale nel XVII secolo) stavano richiamando i fedeli alla messa.

Affamati, ci siamo fermati nell’unico bar aperto per un bocadillo (panino).

È stato incredibile osservare la vita locale: tutti si conoscono e l’aria è rilassata.
Dopo aver pagato un conto bassissimo, abbiamo esplorato l’argine del fiume Júcar, dove abbiamo incontrato la prima di tante colonie di gatti di questo viaggio.
Ermita de Sant Miquel: una tappa imprevista
Lungo la strada per Cullera, siamo stati attirati da alcune rovine su un colle.

Il bello degli on the road è proprio questo: poter seguire l’istinto.
Abbiamo scoperto che si trattava dei resti dell’Eremo di San Michele (fine 1200).
Dopo un piccolo trekking improvvisato, ci siamo goduti il panorama seduti sui gradini in sasso, avvolti da un profumo floreale e dal vento tra i capelli.


Cullera e il suo castello: il panorama della Costa de Valencia
Per arrivare al Castello di Cullera abbiamo affrontato un trekking in salita lungo il Cammino del Calvario, un percorso ripido tra case bianche e le 14 stazioni della via crucis.

Consiglio Pro: Il cammino è poco riparato dal sole: indossa scarpe comode e porta dell’acqua!


Scesi dalla Montaña de los Zorros, abbiamo esplorato i vicoli di Cullera prima di raggiungere l’appartamento per un meritato riposo.
Giorno 2: Alicante e la sorpresa di Guadalest
Il secondo giorno inizia con la visita ad Alicante. Abbiamo scelto di lasciare l’auto in un parcheggio gratuito lontano dal centro per goderci una camminata panoramica di 40 minuti sul mare.
Cosa vedere ad Alicante in un giorno
Non abbiamo resistito alla prima striscia di sabbia dorata e ci siamo concessi un bagno rigenerante nell’acqua fresca.
Il pomeriggio lo abbiamo dedicato alla Explanada de España, un viale iconico caratterizzato da oltre sei milioni di piastrelle di mosaico che disegnano un movimento ondulatorio.

Se avete tempo, vi consigliamo anche la visita al Castello di Alicante, raggiungibile a piedi dal centro storico.
Guadalest: una sorpresa tra le mura in pietra
A circa un’ora da Alicante si trova il borgo di Guadalest, un gioiello incastonato nell’entroterra e dichiarato complesso storico-artistico.
Il nostro parere sincero: Abbiamo pagato 4€ per entrare nel castello, ma lo sconsigliamo. La visuale cambia poco rispetto ai punti gratuiti e il museo non ci ha entusiasmati.
Tuttavia, visitate Guadalest al tramonto: le luci colorano tutto di rosa rendendo l’atmosfera unica.

Ricordate una felpa: siamo a 586 metri d’altitudine e le temperature scendono rapidamente!
Giorno 3: Gandia, spiritualità a Simat de la Valldigna e tramonti
Il terzo giorno abbiamo puntato il navigatore verso Gandia, passeggiando sul lungomare e scoprendo il centro storico con la sua collegiata gotica di Santa Maria.
Il Monastero di Santa Maria della Valldigna
La vera sorpresa è stata la tappa successiva: Simat de la Valldigna.



Il suo monastero cistercense (fondato nel 1298) è un’oasi di pace. Abbiamo camminato tra stanze di marmo giganti che profumavano di lavanda e ammirato la cura minuziosa dei giardini di aranci.
Tramonto alla Muntanyeta dels Sants
Per concludere la giornata in “mindset rilassato”, siamo andati alla Muntanyeta dels Sants.



Immersa nelle risaie a sud di Valencia, è il luogo perfetto per godersi il tramonto in silenzio coccolando una delle colonie di gatti più grandi della zona.
Giorno 4: Il Parco dell’Albufera e Valencia
L’ultimo giorno lo abbiamo dedicato alla natura esplorando il Parco dell’Albufera, una riserva di 21.000 ettari. Nonostante un sentiero allagato ci abbia costretto a interrompere il trekking, l’atmosfera del lago è magica.

Abbiamo concluso il viaggio a Valencia per un’ultima paella valenciana autentica al ristorante Taberna Las Meninas.

Se avete più tempo a disposizione, vi consigliamo di leggere il nostro articolo dedicato a Valencia per scoprire meglio la città.
Informazioni pratiche per l’itinerario
- Dove dormire?
Noi abbiamo affittato un appartamento a Favara: una cittadina tranquilla, economica e vicina a tutti i punti d’interesse. - Quando andare?
Il sud della Spagna è caldo tutto l’anno. Consigliamo le mezze stagioni per evitare l’afa estiva. - Noleggio auto: Fondamentale. Noi abbiamo usato Discovercars per confrontare le offerte. Piccola dritta: stipulate l’assicurazione direttamente online, è più conveniente!
Conclusioni
Arrivati alla fine di questo intenso itinerario, ci siamo resi conto che non serve andare dall’altra parte del mondo per trovare la pace.
A volte basta deviare di pochi chilometri dalle rotte battute per scoprire una Spagna che non corre, che si gode le olive al bar e rispetta il silenzio della domenica.
Se cerchi un viaggio che sia sostanza e non solo apparenza, la Costa Blanca e la Costa de Valencia sapranno sorprenderti.
Hai già visitato questa zona o stai pianificando il tuo primo on the road spagnolo? Scrivicelo nei commenti, ci farebbe piacere scambiare due chiacchiere con te!
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Ps: A proposito di viaggi in auto, che ne dici di questo itinerario di 8 giorni a Malta?